L’alimentazione delle tartarughe terrestri mediterranee

Le tartarughe terrestri mediterranee sono erbivore. Il loro abitat naturale è ricco di una grande varietà di erbe da prato, fiori, foglie, semi, addirittura radici di cui si cibano. Durante l’anno, la vegetazione varia da prato verde ricco a prato secco e magro. In primavera crescono le piante giovani e fiorite mentre durante l’estate sono seccate dal sole e fibrose. In autunno, le forti precipitazioni favoriscono la germinazione dei semi prodotti dalle piante mature e la natura rinverdisce. Il ciclo naturale è l’esempio che va seguito, perciò anche in cattività il ciclo alimentare va rispettato.L’alimentazione è uno dei fattori più importante per assicurare alle tartarughe in cattività una vita sana e lungeva.  La composizione e la qualità degli alimenti sono importanti, ma anche la loro quantità.

Le tartarughe mediterranee sono erbivore e vanno alimentate possibimente con erbe selvatiche. Si raccolgono nei prati naturali non concimati, ricchi di una grande varietà di piante e senza selezionare le erbe. È l’alimento migliore è più naturale per le tartarughe mediterranee tenute in cattività.

Alimentazione naturale

  • Dente di leone
  • Piantaggine
  • Caglio
  • Tutte le specie di trifoglio
  • Tutti i tipi di cardi
  • Geranio selvatico 
  • Erba medica
  • Malva
  • Ortica e falsa ortica
  • Centocchio comune
  • Camomilla
  • Tutti i tipi di convolvoli
  • Veccia
  • Foglie di lamponi, di more e di fragole

Insalate:
L’alimentazione con insalate è molto popolare perché richiede meno lavoro, ma non è adatta all’alimentazione delle tartarughe mediterranee perché carente di sostanze nutritive. Può però essere un’alternativa temporanea all’alimentazione naturale se viene integrata con fieno tagliato fine o con cubetti di fieno. La lattuga va evitata.
Si possono usare le cicorie, le indivie, il cavolo cinese, la lattuga eisberg e il formentino. 

Preparazione del cibo

Non è sempre possibile procurarsi del cibo naturale fresco e bisgno trovare delle alternative. Asciugare l’erba fresca da prato permette di conservare il cibo e di procurare alle tartarughe le erbe secche di cui si nutrono in natura durante l’estate. Ci sono diversi metodi per essicare l’erba, semplicementa all’aria o usando un essicatore da cucina. Il fieno da prato magro tagliato corto o il pellettato di fieno (pellets) sono un ottimo integratore da dare separatemente o mischiato con l’erba fresca.

Complementi

Non esistono complementi alimentari che sostituiscano o completino l’alimentazione sana e naturale descritta qui sopra. L’unica eccezione è l’integrazione temporanea con ossa di seppia, gusci di lumache o ossa come fonti naturali di calcio. Negli ambienti naturali dove vivono le tartarughe, in riva al mare, con un po di fortuna si possono osservare delle tararughe che sgranocchiano delle ossa di seppia. Anche le vecchie ossa di animali periti esercitano un’attrazione quasi magica su di loro. Questi materiali ricchi di calcio biodisponibile permettono loro di riequilibrare eventuali carenze. In effetti, le piante nostrane tendono ad essere povere di calcio, al contrario di quanto succede nelle loro zone di origine. Spesso si possono osservare le femmine che consumano grandi quantità di ossa di seppia prima e dopo l’ovodeposizione. Gli integratori e i preparati viaminici invece sono da evitare perché non ci sono dati scientifici ne sui dosaggi ne sulla composizione adatti alle tartarughe. Non si usano nemmeno complementi con calcio o calcio puro nell’alimentazione, perche le tartarughe compensano un eventuale mancanza di calcio con l’assunzione spontanea di calcio sotto forma naturale. Con i complementi nell’alimentazione si rischia di provocare danni alla salute dovuti ad eccessi. Un’alimentazione più simile possibile a quella naturale permette di mantenere generazioni di tartarughe sane.

Carne, frutta, verdura?

Le tartarughe mediterranee sono prettamente erbivore. In natura trovano anche resti di carogne, lumache e vermi e ne sono ghiotte. Ma succede raramente e rappresentano una parte trascurabile della loro dieta. Il tratto digerente delle tartarughe è fatto per digerire un’alimentazione povera basata su erbe da prato secco. Nel loro ambiente può capitare di vedere un raduno di tartarughe sotto una pianta di more, che mangiano con gusto i frutti caduti. Come per la carne, queste sono delle ghiotte occasioni, disponibili per breve tempo. Come già detto, rapresentano eccezioni ed una parte infima della loro alimentazione.

È dannoso nutrire le tartarughe con frutta come banane, mele, pere o verdura come pomodori o cetrioli, anche se ne sono ghiotte. 

Quantità

Le tartarughe provengono da zone dove c’è poco cibo. A parte in primavera il cibo è scarso e la sua disponibilità è un fattore limitante per la quantità di tartarughe che occupano un territorio. Di conseguenza, le tartarughe mangiano subito tutto quanto è disponibile. Il loro instinto non dice loro quanto cibo basta. Perciò bisogna dosare l’alimentazione con parsimonia. Inoltre, in cattività, le tartarughe non consumano tutta l’energia che servirebbe in natura per la ricerca del cibo. Dobbiamo regolare la quantità di cibo e adattarlo al loro ciclo naturale. Ossia seguire il ritmo delle stagioni: in primavera grandi quantità di erbe fresche da prato con fiori, più fieno e ridurre drasticamente la quantità di cibo d’estate, in autunno alimentazione scarsa con erbe fresche miste con erba secca. 

Acqua

Nelle zone di origine delle tartarughe terrestri europee, le pozzanghere che si formano dopo i temporali procurano loro acqua potabile fresca per breve tempo. L’acqua evapora prima ancora di essere contaminata con germi potenzialmente patogeni. Capita raramente che le tartarughe debbano dissetarsi con acqua sporca ed infetta. Perciò anche in cattività va messa a disposizione soltanto acqua fresca. Il cambio dell’acqua e la pulizia delle ciotole si fa quotidianamente. Per la pulizia non è indispensabile usare disinfettanti: dopo aver tolto l’acqua le ciotole vanno lasciate ad asciugare al sole ed è sufficiente per eliminare i contaminanti. Non è necessario che l’acqua sia sempre a disposizione. È importante che i bordi dei contenitori non siano troppo alti per permettere alle tartarughe di vedere dove è l’acqua e che le ciotole siano grandi abbastanza per permettere loro di entrarci completamente. Un grosso sasso posto in mezzo eviterà che scivolino quando tentano di uscire dall’acqua. 

La luce solare è una componente indispensabile dell’alimentazione

La luce naturale del sole, oltre à riscaldare le tartarughe e portarle alla temepratura corporea indispensabile per il buon funzionamento del loro tratto digerente, gioca un ruolo fondamentale nel riassorbimento degli elementi nutritivi. In effetti, i raggi UV-B della luce solare permettono la sintesi della vitamina D3 nel carapace, indispensabile poi per il riassorbimento del calcio dall’intestino. Senza vitamina D3, il calcio assunto con il cibo non può essere utilizzato e finisce nelle feci. I raggi UV non passano ne attraverso il vetro ne attraverso il plexiglas e nessuna lampada, anche quelle più sofisticate, è in grado di sostituirli adeguatamente. Perciò, anche da un punto di vista dietetico, una corretta tenuta delle tartarughe senza possibilità di stare direttamente alla luce naturale del sole è impossibile.

Riassunto

  • Alimentare con erbe fresche o secche da prato naturale.
  • Si può mischiare il cibo naturale (eccezionalemente le insalate) con fieno tagliato corto o pellet di fieno. 
  • La luce naturale diretta del sole è indispensabile per il buon funzionamento della digestione e l’assimilazione del calcio.
  • I complementi alimentari (vitamine, sali minerali, integratori, etc.) non sono necessari e possono essere dannosi.
  • Seguire i cambiamenti stagionali: in primavera dare più cibo, d’estate meno. In primavera erbe fresche giovani , d’estate erba matura e secca, in autunno mischiare l’erba fresca con fieno.

Conclusione

L’alimentazione non è l’unico fattore da considerare per una corretta tenuta delle tartarughe. Però le conseguenze di un’alimentazione sbagliata sono le cause più frequenti del cattivo sviluppo e della morte prematura delle tartarughe tenute in cattività. Spesso è dovuto alla mancanza di conoscenze in materia, ma non è l’unico motivo! La quotidiana raccolta di erbe selvatiche da prati naturali o dal bordo dei boschi e la loro preparazione richiede tempo, ma veder crescere le proprie tartartughe belle e sane ripaga dalla fatica.

Autore: Stefan Kundert, Tradotto dal tedesco: Catherine Nägeli.
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