Il letargo delle tartarughe terrestri europee

Alle nostre latitudini le tartarughe terrestri europee (Testudo hermanni, Testudo graeca, Testudo marginata)  possono benissimo vivere fuori tutto l'anno e fare il letargo all’esterno. Il letargo è una particolarità affascinante di molti rettili e fa parte del loro ritmo naturale. Permette loro di sopravvivere in condizioni estreme (freddi invernali nelle zone temperate, calure estive nelle zone aride) non compatibili con la loro vita attiva. Questo periodo di riposo fa parte del loro bioritmo, è indispensabile per la loro salute e per la loro riproduzione. Non è soltanto la temperatura, ma pure l'intensità della luce e la durata del giorno ad indurre i cambiamenti ormonali necessari per il letargo. I meccanismi esatti non sono conosciuti. Dal punto di vista fisiologico questo stato consiste in una riduzione al minimo delle funzioni vitali. 

Preparazione al letargo

Le tartarughe che stanno fuori tutto l'anno si preparano da sole come in natura: già da fine agosto sono meno attive, mangiano meno e si nascondono sempre di più. In ottobre, o inizio novembre a secondo degli individui e del tempo che fa, si sotterrano completamente e passano l’inverno nascoste nel terreno come fossero sassi: non respirano, la digestione è ferma e la loro attività cardiaca è ridotta al minimo. La durata del letargo dipende dal clima. Da noi dura circa 5 mesi, da metà ottobre a metà marzo. Di solito i maschi escono prima dal letargo. Le Testudo marginata tendono ad andare in letargo più tardi e a svegliarsi prima delle Testudo hermanni. Ci sono anche delle grandi differenze individuali.

Risveglio

Una tartaruga in buona salute può fare un letargo di cinque mesi senza problemi. Al risveglio ha praticamente lo stesso peso corporeo di prima del letargo. La diminuzione di peso corrisponde alla perdita idrica e non dovrebbe superare il 10%. Una perdita maggiore di peso è segno che l'ambiente in cui ha ibernato era troppo asciutto è quindi andrebbe reidratata. Le prime settimane dopo il risveglio, le tartarughe vanno osservate accuratamente. Va messa alla loro disposizione una vasca con acqua alta pochi centimetri nella quale si possono immergere completamente. Se non riprendono a mangiare subito, al massimo dopo 2 giorni, c'è qualcosa che non va e bisogna portarle da un/a veterinario/a. Se capita che la tartaruga si sveglia durante le belle giornate d’inverno, va fatto un bagno in acqua leggermente tiepida (circa 20°C) per permetterle di reidratarsi. Poi ritornerà da sola a coricarsi nel suo nascondiglio. Bisogna controllare che si sia sotterrata sufficientemente per non essere colpita da un momento di gelo improvviso. Se una tartaruga non vuole andare in letargo è di solito il segno che non sta bene e va visitata da un/a veterinario/a. Una tartaruga ammalata o ferita non può fare il letargo. Lasciare le tartarughe libere di fare il letargo dove vogliono in un recinto aperto è sconsigliato perché sono alla mercè dei predatori: topi, martore, volpi o altri. Elenchiamo qui sotto diversi modi di farle fare un letargo controllato.

Letargo in una serra

La costruzione di una piccola serra nel recinto delle tartarughe permette di tenerle in modo ottimale tutto l’anno, anche nella Svizzera italiana: durante le mezze stagioni più umide e fredde possono ripararsi all’asciutto ed ogni raggio di sole viene sfrutato per riscaldarsi. Durante l’inverno si possono sotterrare in un luogo sicuro, facile da chiudere per mettelre al riparo dai predatori. Per proteggere le tartarughe dai topi, si procede prima ad uno scavo delle dimensioni della serra e di almeno cinquanta centimetri di profondita. Sui lati dello scavo si pone una rete metallica con una maglia di 1 cm. In alternativa si possono posare verticalmente sui bordi della fossa delle lastre di cemento di 50 cm interrate 25 cm sulle quali verrà poi posata la serra. Si mette uno strato di cinque a dieci centimetri di ghiaia sul fondo dello scavo come drenaggio per evitare che i topi possano entrare da sotto. Lo scavo si riempie poi con un misto di trucciolato di corteccia e di terra da giardino. Per il letargo si aggiungerà sopra uno strato di dieci a venti centimetri di foglie secche, possibilmente di castagno, quercia o faggio perché non marciscono.. Lo strato di foglie mantiene l’umidità e serve da tampone termico: sotto, la temperatura rimane costante. In alternativa si può usare la paglia. Per evitare che la serra si riscaldi troppo durante le belle giornate invernali, si può coprire con dei sacchi di jutta o delle assi di legno.
Se l’inverno è molto asciutto, l’interno della serra va innaffiato per mantenere l’umidità dello sostrato, che va controllata ogni 15 giorni.

In una serra le tartarughe possono prepararsi autonomamente al letargo e sceglierne la durata in un ambiente protetto. È il metodo più naturale e più sicuro. 

Letargo in una cassa:

Se non c'è la possibilità di farle ibernare nel loro recinto, le tartarughe possono fare un letargo controllato in una cassa di legno o di plastica di ca. 60x40x40 cm (per 2-3 tartarughe). Per permettere il drenaggio, vanno praticati dei fori nella parte bassa dei lati e sul fondo. Sempre per il drenaggio si mette uno strato di 3-5 cm di ghiaia o di perle per l’idrocultura sul fondo della cassa, che verrà poi riempita a 2/3 con un misto di terra, trucciolato di corteccia e foglie. L’ultimo terzo della cassa verra riempito con delle foglie secche (castagno, faggio o quercia). La cassa verrà chiusa con una griglia per permettere la circolazione dell’aria e proteggere le tartarughe dai topi. Qualche giorno prima di mettere le tartarughe nella cassa, il sostrato verrà innaffiato finchè non sarà bagnato, poi la cassa verrà lasciata a riposare per permettere all’acqua in eccesso di fuoriuscire. L’umidità dello sostrato verrà controllata durante tutto il letargo. Se diventa troppo asciutto, verrà spruzzato con acqua per evitare che le tartarughe si disidratino. Idealmente le tartarughe vanno lasicate nel loro recinto esterno finchè comincierano a sotterrarsi e sono pronte per il letargo. Allora si pongono nella cassa: andranno spontaneamente sotto le foglie a scavare la terra per nascondersi. La cassa va lasciata fuori all’ombra finche non sono pronte. Dopo qualche giorno di adattamento la cassa va messa in un posto scuro dove la temperatura è stabile, tra 2°C e 6°C. L’ideale sarebbe una cantina non riscaldata ma può andare bene anche una stanza non riscaldata, un pozzo luce o una casetta per gli attrezzi dove non gela. CONTROLLARE BENE LA TEMPERATURA! Se è troppo elevata, il metabolismo non si rallenterà abbastanza, le tartarughe consumeranno le loro riserve e rischiano di morire o di fare molta fatica a riprendersi in primavera. In marzo, quando le temperatura sono miti, la cassa va posta fuori al sole e le tartarughe si sveglieranno in poche ore, quasi per miracolo! Si possono rimettere nel loro recinto. Riprendono subito a mangiare. Per bere hanno bisogno di una ciotola d’acqua dove possono entrare completamente.

Letargo in frigorifero

È sempre più difficile trovare dei locali non riscaldati. L’uso di un frigorifero dedicato, con una temperatura costante regolabile tra 2°C e 6°C  sembrerebbe ideale. Le tartarughe si possono mettere singolarmente in dei contenitori più piccoli riempiti di terra. Il frigorifero va aperto una volta alla settimana per il ricambio dell’aria. Una ciotola piena d’acqua garantirà un apporto di umidità. Purtroppo la maggioranza degli “incidenti durante il letargo” succedono con questo metodo e si consiglia di usare il frigorifero unicamente se non ci sono alternative. In effetti i “vecchi” frigoriferi fanno troppo rumore e vibrazioni. Inoltre spesso la temperatura non è ben regolabile ne ben ripartita, con delle zone che gelano ed altre che rimangono troppo calde. Solo i modelli più recenti sono affidabili. Inoltre il sostrato si prosciuga molto in fretta e va inumidito spesso. Anche i controlli disturbano le tatarughe!

Tartarughe giovani

Le tartarughine hanno bisogno di un periodo di riposo sin dal primo inverno della loro vita.Per rispettare il ciclo naturale, l’ideale è di farle fare il letargo fuori come alle tartarughe adulte, in un recinto a prova di topi. L’alternativa è di far fare loro un riposo controllato in una casetta come descritto sopra.

Alcuni errori da non fare

Non far fare il letargo

Per paura di perdere le tartarughe durante il letargo, soprattutto gli esemplari giovani, i proprietari mal informati preferiscono farle passare l’inverno in un terrario riscaldato. Purtroppo è sbagliato e porta  le tartarughe a problemi di crescita, malattie metaboliche e spesso alla morte.

Fare il bagno prima del letargo

Per molti anni si è consigliato di fare un bagno alle tartarughe prima del letargo per permetterle di svuotare il loro intestino. Adesso si sconsiglia perche procura loro uno stress inutile in un momento delicato del loro ciclo vitale. Inoltre l’intestino si svuota naturalmente con il fatto che mangiano sempre meno durante l’autunno. È importante lasciare sempre a disposizione dell’acqua pulita in una ciottola grande che permette alla tartaruga di entrare con tutto il corpo

Sostrato sbagliato

Vanno usate soltanto foglie che non marciscono (castagno, faggio, quercia) e terra naturale da giardino. Il fieno fa la muffa. La torba e tutti i sostrati che svilupano polvere portano a problemi respiratori e polmonari. La sabbia non va mischata con la terra: irrita gli occhi e non trattiene l’umidità. L’umidità del sostrato va controllata ogni 15 giorni. Se non è sufficiente, il sostrato va innaffiato.

Svermare prima del letargo

Il vermifugo, come tutti i medicamenti, deve essere completamente metabolizzato ed eliminato prima del letargo. Il vermifugo deve essere somministrato al più tardi entro fine luglio.

Traduzione adattata da Catherine Nägeli
© Schildkröten-Interessengemeinschaft Schweiz (SIGS) 2023